Dramma e reality: il dramma riproposto in formato cronaca, dal reality al gossip

Dramma, gossip e reality

Dramma, gossip e reality

Negli ultimi anni si è assistito a un progressivo aumento del numero di programmi che indipendentemente dalle motivazioni che inizialmente ne hanno portato la nascita, o nascendo proprio con l’obiettivo di porre al centro il ‘dramma di vita‘, nelle sue varie sfaccettature, hanno spinto proprio sulla spettacolarizzazione del dolore. Esempi di questa trasformazione sono dei programmi di puro intrattenimento come Domenica In che ha aperto spazi sempre più ampi al gossip e al racconto di fatti di cronaca, o la diffusione di programmi di reality che spesso sono finiti nel centro di polemiche proprio perché qui la spettacolarizzazione del dolore altrui ha assunto le sfumature più accentuate, sfociando spesso nel cattivo gusto, ma decretandone anche il grande successo.

Lo psicodramma che si consuma sul piccolo schermo non ha la radice della finzione, ma finisce con l’assumere i toni della fiction, rendendo più semplice da una parte il processo di alimentazione del pettegolezzo, fino al vero e proprio gossip, senza tuttavia sentirsi né in parte responsabili e né vera e propria parte di un determinato problema, potendo invece assumere il ruolo da “opinionista” e giudice né più e né meno come avviene in qualsiasi talk show. Viceversa anche la fiction pura, come nel caso del serial Disney Violetta, si maschera da reality e ci offre una sceneggiatura che ricalca le dinamiche della “realtà”.

Inutile domandarsi sul perché ci sia stata questa crescita esponenziale del dramma come motore e volano di ogni genere di trasmissione, in quanto la spiegazione è tanto semplice quanto evidente: la propensione al gossip è in parte frutto di un processo di socializzazione che ha portato a un approccio sempre più superficiale anche a livello culturale, creando una forza centripeta di autoalimentazione, ed in parte è dovuta alla natura dell’uomo in quanto essere sociale. In poche parole le televisioni e i programmi hanno puntato su ciò che le persone vogliono di più per gonfiare i propri profitti, producendo una offerta che a sua volta ha stimolato un processo di morbosa attenzione per la spettacolarizzazione del dolore stesso.

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